RESTAURO DELL’ORGANO SERASSI DELLA BASILICA DI SANT’ALESSANDRO IN COLONNA

Illustrazione di copertina per concessione di Giosuè Berbenni tratta da: I Serassi, celeberrimi costruttori d’organi Le vicende umane, patrimoniali e professionali Associazione culturale “Giuseppe Serassi” Collana d’arte organaria – I, Guastalla (RE) 2012. 4 voll., pp. 1-2209 + 32 tavole fuori testo.

Illustrazione per concessione di Giosuè Berbenni tratta da: I Serassi, celeberrimi costruttori d’organi Le vicende umane, patrimoniali e professionali. Associazione culturale “Giuseppe Serassi” Collana d’arte organaria – I, Guastalla (RE) 2012. 4 voll., pp. 1-2209 + 32 tavole fuori testo.

La Parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna presenta il restauro dell’organo della Basilica di Sant’Alessandro in Colonna che fu costruito da Giuseppe Serassi II tra il 1781 e il 1782 e che costituisce una delle opere più importanti realizzate dalla celebre famiglia di organari bergamaschi, attiva per quasi due secoli e autrice di circa un migliaio di strumenti distribuiti in tutta la penisola.

Lo strumento dispone di tre tastiere, di una pedaliera, di oltre 3.800 canne e di un patrimonio fonico articolato fra Grand’Organo, suddiviso nelle sezioni di Concerto e di Ripieno, Organo Eco e Terz’Organo.

La disposizione fonica comprende un’ampia varietà di registri di principali, flauti, cornetti, viole, ance e ripieni, distribuiti fra i tre organi.

IL PROGETTO IN NUMERI

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Restauro dell’organo
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Restauro cantoria
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Spesa totale
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Contributo dell’8×1000 della CEI
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Importo restante da raccogliere

 

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GLI ORGANI SERASSI DI SANT’ALESSANDRO IN COLONNA A BERGAMO

Il monumentale complesso di organi della Basilica di Sant’Alessandro in Colonna fu costruito da Giuseppe Serassi II (1750-1817) nel 1781-1782 e costituisce una delle opere più grandi ed importanti realizzate da questa celebre dinastia di organari.

I Serassi, attivi a Bergamo dal 1720 al 1895, costruirono circa mille organi in tutta Italia, molti dei quali ancor oggi funzionanti ed apprezzati per l’accuratezza della costruzione e per la bellezza e la nobiltà del suono.

L’eccezionalità degli organi di Sant’Alessandro in Colonna non consiste tuttavia nella loro imponenza e nella loro magnifica sonorità tipicamente settecentesca ma nel geniale ed unico sistema meccanico sotterraneo di trasmissione che, con un percorso di 33 metri collega due strumenti contrapposti, l’uno collocato sul lato destro del presbiterio o in Cornu Epistolae e l’altro sul lato sinistro o in Cornu Evangelii. Tale sistema è basato sul moto del pendolo, già ampiamente studiato da Galileo Galilei e osservato da Giuseppe Serassi II in Santa Maria Maggiore in seguito all’oscillazione casuale di una lanterna durante una funzione religiosa.

Il giovane Serassi, al tempo trentunenne, intuì immediatamente in quella circostanza la possibilità di collegare tra loro due organi contrapposti comandati da un unico organista e con grande entusiasmo e determinazione progettò realizzò la straordinaria opera.

Essa è descritta minuziosamente dal professor Giosuè Berbenni, autorevole studioso di organaria, nel volume “Organi Storici della Provincia di Bergamo”: “dai 54 tasti della prima tastiera collocata in Cornu Epistolae, dai 12 tasti della pedaliera e dai 14 comandi dei registri partono 80 tiranti che discendono fin sotto il pavimento del presbiterio; qui mediante una leva angolare a forma di 7 si collegano ad altri tiranti passanti nel camminamento sotterraneo l’altare e disposti su tre piani diversi: (partendo dall’alto) i tiranti dei tasti, dei pedali e dei registri. Tali tiranti sono sospesi a numerosi pendoli che ne alleggeriscono il peso, vincono le resistenze della trazione e sono collegati mediante la stessa leva angolare a forma di 7 con altri che risalgono nell’organo in cornu Evangelii”.

Come scrisse Giuseppe Serassi II in alcune sue lettere, la realizzazione di questa invenzione all’epoca ebbe una risonanza tale che persino l’Imperatore d’Austria Ferdinando I, incuriosito, inviò dei “personaggi intelligentissimi e di affabili maniere i quali si degnarono di esaminare minuziosamente l’ordigno sotterraneo, esprimendosi con l’autore che S.M. ne sarebbe stata soddisfatta se avesse potuto essere presente”.

Sempre il Serassi raccontò inoltre scherzosamente che l’organaro veneto Gaetano Callìdo, suo rivale nell’arte organaria era disposto a farsi tagliare la testa sulla riuscita dell’impresa e che in seguito “non si mancò di fargli sapere che s’apparecchiasse al taglio, giacchè era riuscita l’opera a dovere”. Successivamente, proprio a causa della suddetta invenzione, nel 1784 il Senato della Repubblica Veneta concesse alla ditta Serassi con uno speciale decreto l’esenzione dai dazi per quindici anni, fatto straordinario e di grandissimo rilievo per l’epoca.

La prodigiosa macchina fu oggetto nel corso dei secoli di diversi interventi di manutenzione e di modifica per mano degli stessi Serassi nel 1807 e nel 1844, di Giovanni Giudici allievo dei Serassi nel 1855 e di Adeodato Bossi Urbani nel 1887, che, in via del tutto sperimentale, introdusse la trasmissione elettrica per il corpo d’organo in Cornu Evangelii.

Il sistema trasmissivo elettrico applicato da Adeodato Bossi, che pare essere stato il primo tentativo di elettrificazione di uno strumento già esistente in Italia, divenne ben presto inservibile e, per la maggior parte del Novecento, l’organo in Cornu Evangelii rimase muto ed inutilizzabile.

Nell’ultimo restauro del 1968 – 1970 l’allora ditta Tamburini di Crema ricostruì in gran parte la meccanica sotterranea, sotto la direzione della Soprintendenza di Milano dell’epoca, guidata da Renato Fait e con la supervisione di Oscar Mischiati e di Luigi Ferdinando Tagliavini.

La meccanica sotterranea, ricostruita in modo non conforme all’originale, rimase successivamente inutilizzata per oltre vent’anni, in seguito all’applicazione nel 1988-1989 di un robot, ovvero di una scatola con delle “dita di legno” posizionata sulle tastiere meccaniche del Grand’organo e dell’Organo Eco, azionata da una consolle elettrica collocata in coro.

Per il corpo d’organo del Terz’organo in Cornu Evangelii fu attivato invece un sistema a trasmissione elettrica per mezzo di una doppia segreta applicata al somiere, sempre azionato dalla console elettrica collocata in coro, mentre i registri del Terz’organo venivano inseriti grazie a un sistema pneumatico.

Nell’agosto del 2010, a causa di continui malfunzionamenti, il robot fu rimosso e la consolle elettrica scollegata e disattivata, ripristinando l’uso della consolle meccanica originaria.

L’organo dalla festività dell’Assunta del 2010 viene suonato dunque dalla consolle meccanica in Cornu Epistolae ed è attualmente in attesa di un restauro che avrà inizio a giugno del corrente anno 2026, a cura della ditta Pietro Corna di Leffe, sotto la direzione della Soprintendenza ai beni culturali e architettonici di Brescia.

SCHEDA TECNICA

Due organi a trasmissione meccanica contrapposti, l’uno in Cornu Epistolae, l’altro in Cornu Evangelii.
L’organo in Cornu Evangelii, denominato Terz’Organo, è comandato da un sistema trasmissivo meccanico sotterraneo sospeso su pendoli della lunghezza di trentatré metri ideato da Giuseppe Serassi II e ricostruito dalla ditta Tamburini nel restauro 1968-1970.
Consolle a finestra collocata sulla cantoria in Cornu Epistolae a tre tastiere di 62 tasti ciascuna, con contr’ottava corta ed estensione DO-1/ FA 5.
Le coperture dei tasti sono in osso per quelli diatonici, mentre i tasti cromatici sono di ebano.
La tastiera superiore comanda il corpo del Grand’Organo, la mediana aziona il corpo dell’Organo Eco e la tastiera inferiore comanda il Terz’organo in Cornu Evangelii.
La spezzatura fra Bassi e Soprani è tra Si 2 e Do 3.
La pedaliera, presumibilmente di inizio Novecento, è piana con tasti paralleli ed ha una estensione di ventisette pedali (DO 1 – RE 3), con gli ultimi tre tasti funzionanti solo con l’unione della pedaliera alla tastiera del Grand’organo.

Il registro Contrabbassi e Ottave al pedale è reale per le prime dodici note (ritornella alla seconda ottava del pedale), mentre il registro Bombarde al pedale è reale per ventiquattro note, dal DO 1 al SI 2.

Sono presenti due pedaloni ad incastro, uno per il Ripieno e l’altro per la combinazione libera del Terz’Organo in Cornu Evangelii, nove pedaletti ad incastro sopra la pedaliera: Tromba Terz’Organo; Mezzoforte Terz’organo; Ripieno Organo Eco; Violoncello Organo Eco; Unione Grand’Organo al Pedale; Unione Organo Eco – Grand’Organo; Unione Grand’Organo al Terz’Organo; Mezzoforte Grand’organo; Ance Grand’Organo e due altri pedaloni, uno per la combinazione libera, l’altro per il Ripieno del Grand’Organo.

Il comando dei registri è del tipo a manette estraibili ad incastro per Grand’Organo e Terz’Organo e a pomelli a tiro per l’Organo Eco.

 

Maestro Fabio Nava 

Organista titolare di Sant’Alessandro in Colonna

DISPOSIZIONE FONICA

I – Terz’Organo (in Cornu Evangelii)

Principale

Principale

Principale I

Principale II

Ottava

Due di ripieno

Tre di ripieno

Due di ripieno

Flauto in VIII

Cornetto 4 file

Voce umana

Tromba

Contrabassi e ottave

Duodecima di contrabassi

16’÷8′ Bassi

16′ Soprani

8′ (intero da Do 2)

8′ Soprani

4′

 

 

 

 

Soprani

Soprani

 

16’+8′ (al Pedale)

(al Pedale)

II – Organo Eco

Principale

Ottava

Quintadecima

Decimanona

Vigesimaseconda

Vigesimasesta

Vigesimanona

Sesquialtera

Cornetto 3 file

Flauto in ottava

Voce umana

Violoncello

8′

 

 

 

 

 

 

 

Soprani

 

Soprani

8′

III – Grand’Organo Concerto

III – Grand’Organo Ripieno

Cornetto I 3 file

Cornetto Il 3 file

Clarino

Trombe

Fagotto

Clarino

Viola

Flutta

Flauto in VIII

Flauto in XII

Flauto in XII

Voce umana

Bombarde

Ripieno 5 file

Duodecima di contrabbassi

Soprani

Soprani

8′ Bassi

8′ Soprani

8′ Bassi

8′ Soprani

4′ Bassi

8′ Soprani

4′ Soprani

Bassi

Soprani

Soprani

16′ (al Pedale)

(al Pedale)

5.1/3′ (al

Pedale)

Principale

Principale

lillul

Quintadecima

Decimanona

Vigesimaseconda

Due di ripieno

Due di ripieno

Due di ripieno

Due di ripieno

Sesquialtera 2 file

Contrabbassi e

ottave

16′ Bassi

16′ Soprani

8′ Bassi

8′ Soprani

8′ Bassi

8′ Soprani

4′ Bassi

4′ Soprani

16’+8′ (al Pedale)